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Io e miei ricordi giochiamo a nascondino.
Conto fino a 10,
dieci secondi lunghissimi
in cui mi sento una persona nuova,
una ragazza felice.
Dieci secondi in cui mi lascio
baciare dalla luce del sole
che mi scalda il cuore.
Dieci secondi in cui mi sento serena,
dentro a un sorriso,
dentro a un abbraccio.
Poi inizio a correre.
Inizio a cercarli,
pensando che stavolta
sarò abbastanza forte,
più forte di loro.
E mi ritrovo a inseguire
i miei ricordi prima che
facciano tana.
Cerco di prenderli,
cerco di fermarli,
prima che tocchino il mio
povero cuore.
Cerco di vincere io,
almeno questa partita.
Ma è un gioco pericoloso
a cui sono destinata a perdere.
Lo so che loro sono troppi
e che vogliono avere
il diritto di esistere.
Lo so che non sono fatti
per nascondersi,
ma per essere visti.
Lo so che non è giusto.
Lo so che io sono loro
e loro sono me.
Lo so che non è un gioco.
Ma so anche che questo gioco
è l'unica cosa che mi permette
di non sentire per un attimo
il dolore che ho dentro.
So anche che non si è destinati
a essere bambini per sempre.
So che un giorno crescerò
e forse non smetterò di ricordare,
ma smetterò di opporre resistenza.
Forse non conterò più fino a dieci,
perché non avrò più bisogno
di fingermi felice per respirare.
Forse i miei ricordi non faranno più tana
nel mio petto ferito,
ma siederanno accanto a me,
inermi, finalmente stanchi.
E io li guarderò senza correre,
senza vincere,
senza perdere.
Solo restando alla luce
che ci siamo guadagnati
in tutti questi anni.